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La musica è altrove su ‘Ondarock’

Che attraverso il mio libro torna a parlare di Angelo Branduardi con una recensione puntuale, esauriente, competente e che mette in luce soprattutto le particolarità meno note della biografia del menestrello così come riportate nel mio lavoro. Ecco qui di seguito il testo integrale dell’articolo (assieme agli ovvi e sentitissimi ringraziamenti)

Sondaggio canzoni Branduardi: le due ripescate

By the way, ecco qui la classifica della manche di ripescaggio: le prime due, come detto, rientrano nelle semifinali che direi di iniziare la prossima settimana

Il Dono del cervo 14 21%  
Il Poeta di corte 9 13%  
Tema di Leonetta 7 10%  
Ninna Nanna 7 10%  
Il Signore di Baux 7 10%  
Alla Fiera dell’Est 6 9%  
I cigni di Coole 5 7%  
Il Violinista di Dooney 5 7%  
Il Ciliegio 4 6%  
Il Disgelo 3 4%  

 

Da la musica è altrove: l’amore per i luoghi lontani

Il luogo lontano, indistinto, fascinoso e in questo autenticamente romantico può anche avere una collocazione immaginaria, un nome fantastico, dai contorni sfuggenti, o una risonanza storica che facilmente perde i contorni oggettivi per trascolorare nel mito, come la Xanadu del grande poeta romantico Samuel Coleridge, autore della Ballata del vecchio marinaio, uno tra i più potenti e riusciti manifesti di questa sensibilità.

Per esprimere questa aspirazione, questa tensione verso mete lontane Branduardi si serve anche della poesia altrui, come è il caso de La ballata del Fiume Blu, direttamente ispirata a una poesia del cinese Li Po. Qui un giovanissimo sposo, costretto a stare lontano dalla moglie, mentre cammina su un tappeto d’erba che copre i suoi passi esprime un desiderio che ha lo stesso piglio di certezza della donna del marinaio e la stessa apparente impossibilità di adempimento:

Avevo sedici anni e mi mandarono lontano

fino alle rapide del Fiume Blu.

Può essere così duro affrontare il mese di Maggio

e l’erba copre i miei passi.

Sei rimasta sola… stai perdendo i tuoi colori,

ma verrà il giorno che ti scriverò

e alle Sabbie del Grande Vento io ti incontrerò.

Il Fiume Blu, un toponimo che potrebbe fare a gara con quelli di Tolkien pur provenendo da una cultura enormemente distante e difficilmente paragonabile, ma che possiede la stessa ampiezza di significato e ricchezza di richiami, che attira come un magnete l’immaginazione di chi ascolta. Un luogo talmente lontano e vasto da poter contenere ogni nostro desiderio e ogni nostra speranza.

Ma la più nota delle canzoni dell’artista lombardo che traduce questo desiderio di compimento, assieme anche alla nostalgia per qualcosa che si è irrimediabilmente perduto ed è oramai addirittura al di là della portata dei sogni, è La favola degli aironi, seconda traccia dell’album Alla fiera dell’est, introdotta da un clarinetto che sviluppa il suo canto sinuoso, vago e malinconico, su un arpeggio di accordi ampi e alterati. Subito all’inizio il primo arpeggio introduce un accordo di nona, in cui c’è grande distanza tra la nota del basso e quella più acuta, per cui l’impressione è istantaneamente di qualcosa che trascina verso un paesaggio che si dilata, un orizzonte smisurato dove la melodia che si fa spazio lì dentro è come una scia visibile, ma intessuta di una luce tenue che finisce nel tutto.

È là che la terra si è chinata

a raccogliere ogni cosa

che il tempo ha abbandonato

lasciato dietro sé

e il vento senza fine

che logora le dune

di spiagge così grigie

Anche i colori contribuiscono all’atmosfera dove ogni cosa pare illimitata e dove ogni esemplare di natura sembra per davvero rappresentare tutti i propri simili, sembra esistere nella canzone come da sempre: così come il tempo, il vento, la terra, tutto è sospeso in un momento immobile dove ricordo, aspirazione, desiderio e rimpianto dimorano nello stesso spazio.

È là che l’ultimo dei fiori

non ha lasciato frutto

e la terra ha ormai scordato

che tanti anni fa

a un vento profumato

distesero gli aironi

le ali colorate

e i corvi dell’inverno si sono ormai posati

è là dove svanisce

l’orizzonte

C’è in tedesco un termine perfetto che esprime questa disposizione d’animo, una parola intraducibile in italiano perché somma in sé molti significati: Sehnsucht, a dire tensione ricerca desiderio, che è anche struggimento e quasi dipendenza psicologica da quello che si sogna. È inevitabilmente uno dei capisaldi della sensibilità romantica e la sua espressione perfetta è il fiore azzurro, cercato, desiderato, inseguito da Heinrich von Ofterdingen, protagonista dell’omonimo romanzo incompiuto di Novalis, icona del romanticismo anche per la sua morte precoce all’età di 29 anni e per l’ardore del suo culto per la poesia e l’immaginazione fantastica. Qui la parola e il sentimento espresso dal romanzo ci servono come modello perché nel suo piccolo anche Branduardi ha trovato un personaggio che vive una situazione analoga: l’aspirazione a un traguardo meraviglioso solo intravisto nell’apparizione di un momento. Nella storia di Novalis il fiore azzurro è solo sognato attraverso i racconti di uno straniero che visita la casa del protagonista, in Branduardi incontriamo invece un pescatore e un’isola che appare nella gola di una montagna:

Sereno navigava

quando all’improvviso

il fiume si nascose

in una gola scura

e si fece notte sinché il monte

non si aprì

e gli apparve allora tra le nuvole

sconosciuta una pianura…

l’isola

sconosciuta l’isola,

ora la vedeva così vicina

Eppure quella terra così carica di presagi non può essere raggiunta, una sorta di stordimento colpisce il pescatore che dimentica perfino il ricordo del suo viaggio. La visione resta un’aspirazione incompiuta per sempre nella mente e nei sogni.

Sondaggio Branduardi: torniamo a votare

Settembre andiamo, è tempo di (ri) votare. Cari amici, tanto per riprendere la mano, ecco una selezione delle più votate tra le canzoni ‘storiche’  escluse dalla prima tornata di gara. Da questa lista potremo ripescare le due migliori. Votate e mi raccomando, come concordato a luglio, questa volta si può esprimere una sola preferenza per tutto il sondaggio. Quindi, animo, e fate la vostra – dolorosa – scelta

 

Canzoni Branduardi: risultati del 9° sondaggio

Ecco i risultati dell’ultima eliminatoria. In questo caso, poche sorprese con il brano più noto che risulta vincente assieme a quello più lirico e intenso, il più recente apporto di Maurizio Fabrizio al canzoniere

La tempesta 55 33%
La ballata del tempo e dello spazio 53 31%
Rataplan 13 8%
Il denaro dei nani 11 7%
Barbriallen 10 6%
Favola di Natale a new York 10 6%
Cara rimani 8 5%
Il lungo addio 6 4%
Gira la testa 2 1%
Una vigile stella 1 1%

Le magnifiche (e per ora ultime) 10 canzoni

Si conclude la fase eliminatoria del nostro sondaggio. Eccovi le ultimissime (cronologicamente) da votare. A voi la scelta

 

Branduardi. Ottavo sondaggio: risultati definitivi

Qui di seguito l’esito…bulgaro del sondaggio. Non era mai successo che un brano sfiorasse il 50% delle preferenze

Il Sultano di babilonia e la prostituta 64 45%  
Laila Laila 24 17%  
Il Cantico delle creature 20 14%  
La candela e la falena 13 9%  
La predica della perfetta letizia 6 4%  
La ballata del fiume blu 5 4%  
Nelle paludi di Venezia 4 3%  
Paradiso, Canto XI 3 2%  
Se Dio vorrà 2 1%  
Donna di Luce 1 1%  

Branduardi: sondaggio n° 8. Gli anni ‘2000

Ci avviamo verso la conclusione della fase eliminatoria entrando nel nuovo Millennio con alcune canzoni de l’Infinitamente piccolo e di Altro e altrove, i due album dal suono più ‘sintetico’ dell’intera discografia branduardiana…ma a voi la parola e …il voto

Branduardi, sondaggio n° 7: i risultati

Vincono le più note. Questa settima tornata del sondaggio rispecchia alquanto fedelmente le attese. Ecco la classifica completa

Il dito e la luna 58 30%  
L’apprendista stregone 43 22%  
Confesso che ho vissuto 23 12%  
La piccola canzone dei contrari 17 9%  
Il giocatore di biliardo 17 9%  
Per ogni matematico 11 6%  
La parola ai mimi 8 4%  
La regola del filo a piombo 7 4%  
la comica finale 5 3%  
L’uso dell’amore 4 2%  

La Musica è altrove sul ‘Venerdì’ di Repubblica

Grazie a Paolo Mattei, Brunella Schisa e Giovanni Ricciardi per questa compendiosa e fiabesca sintesi del mio libro che approda su uno dei più diffusi e prestigiosi settimanali nazionali. Grazie per aver definito la mia una” raffinata analisi delle architetture musicali e dei testi delle canzoni di Angelo Branduardi” e anche per aver condiviso fin dall’introduzione della recensione lo spirito (anch’esso fiabesco) del mio prologo

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