vocisullaluna

se esiste il senso della realtà deve esistere il senso della possibilità

Camminando, camminando…(non è solo una canzone)

Lo vedete quell’uomo tra il campo e il bosco? E’ una delle immagini più belle del mio viaggio in Germania sulla strada dei Grimm. E non è un sogno a occhi aperti di chi ha in mente i quadri di Caspar David Friedrich, quelli dove uomini e donne, quasi sempre da soli, talvolta in coppia, sono in piedi di fronte a un mare di nebbie o immersi nel crepuscolo a guardare la luna dopo un lungo, lunghissimo viaggio; non sembra neppure la stessa sensazione di ammirata incredulità nell’osservare il turista tedesco in birkenstock che alla fine di una assolata giornata romana ancora trova le energie per camminare, rosso come un peperone, tra i sarcofagi dell’Appia Antica.

Apparentemente non ha ragion d’essere quell’ uomo solo, in fondo a un campo d’orzo con le spighe basse, che si staglia sullo sfondo di un bosco sbucando apparentemente dal nulla. Un quadro reale, mi dico, assolutamente degno di essere dipinto o quantomeno fotografato. E’ domenica mattina, sono in macchina sulla provinciale che taglia in due l’Assia e questa apparizione si concretizza quasi impastata sul fondale grigioperla del cielo.

Lo seguo finché me lo consente lo specchietto retrovisore. E penso a Calvino quando spiegava agli automobilisti del boom economico la straordinarietà di uno strumento che ci consente di guardar dietro senza voltarci. E di conservare uno sguardo sul passato in un piccolo riquadro comodo e utile di fronte agli occhi, ricordandosi semmai di mantenere un po’ d’attenzione anche per il futuro che è comunque davanti.

Per l’uomo che cammina invece non c’è questo pericolo. Non deve controllare nulla, di fronte ha solo il futuro e può immergersi serenamente in quel paesaggio. Farsi assorbire dalle cose. Offrirsi a delle possibilità, a quello che può accadere e che può permettersi di aspettare camminando tranquillamente. Cammina tra i boschetti radi come un passaparola tra le radure e le casupole pudicamente distanti dalla strada. Gli alberi sono alti ma non fitti e ancora spelacchiati dall’inverno che stenta a cedere il passo a una primavera ancora incerta..

Camminare: c’è una parola in tedesco, “wandern”, che non significa semplicemente camminare, andarsene in giro. E non si riesce neanche a spiegarla del tutto riferendosi a una filosofia di vita. Si tratta di una forma culturale, un rapporto con la natura e un attitudine all’aperto che inizia nella realtà, nella vita quotidiana e si propaga alla poesia, il racconto, il romanzo, la filosofia, la storia dell’arte, la musica. La passeggiata è un racconto di Robert Walser in cui non c’è trama ma negli occhi del viandante tutto il mondo osservato diventa possibilità, ed ogni cosa assume significati diversi, evocati però nella semplicità, in modo che potresti quasi dirlo prosaico. Joseph von Eichendorff, da buon romantico scrisse il romanzo Vita di un perdigiorno, in cui il protagonista  non fa altro che andarsene in giro all’aria aperta, convinto che nelle cose ci sia una musica segreta, che bisogna decifrare. Insomma un’occupazione non proprio faticosa. Schubert regalò alla cerchia dei suoi affezionati fan di primo Ottocento un ciclo di sonate chiamate Wanderer Phantasie, un set di musiche per melomani viaggianti.

Quanta gente che cammina c’è nelle Fiabe dei Grimm…abbiamo già visto il piccolo sarto, ma il lettore italiano pensa anche a Pollicino che minuscolo se ne va in giro per il mondo, o ai vari principi che sbucano sempre al momento giusto nel posto giusto, ma hanno l’aria di aver fatto parecchia strada per trovarsi da quelle parti. Anche Cappuccetto Rosso cammina quel tanto di troppo che basta per mettersi nei guai.

Fateci attenzione, difficile trovarli fermi; questi personaggi sono naturalmente viandanti. Compaiono per qualche istante nella fiaba e se ne vanno, tornando dentro al gran calderone di storie dal quale sono emersi. Un grande studioso svizzero, Max luthi, dice che sono come illuminati da un raggio di luce trasversale. Rapido. Passa di là ma non crea chiaroscuri, non si proietta nella profondità. La luce scorre, li rischiara e se ne va.

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3 pensieri su “Camminando, camminando…(non è solo una canzone)

  1. ASSIA ed APPIA: “CAMMINA, CAMMINA” (Ermanno Olmi). Bravo, Saverio!

  2. Immagina il séguito, una volta che quell’uomo si è inoltrato nella foresta. “WALDEN – VITA NEL BOSCO” (Henry David Thoreau, il secondo nome è David, come Caspar David Friedrich).

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