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se esiste il senso della realtà deve esistere il senso della possibilità

Archivio per il giorno “ottobre 2, 2012”

La luna tra le luci dei lampioni

Ci sono giorni che il disco della luna sembra più vicino e più grande. Recentemente c’è stato anche un evento spiegato dagli astronomi e definito dai media come la superluna. Non mi piace questa definizione. Non mi piace e non piacerebbe neanche a lei essere accomunata a un capitan America o una Wonder Woman di turno. La luna, lei, non ha mai nulla di super. Semmai può essere ritrosa, sfuggente, raramente smagliante; e al massimo del fulgore non fa nulla per mascherare macchie e rughe. Che porta con classe, come segno di una lunga esperienza della notte.

Chi è attento al suo modo di proporsi sa comunque che ci sono serate in cui la sua luce appare più molle, bonaria, soffice, e come sempre pudica e discreta. Ma guardate come in questo caso riesce senza volerlo addirittura a prevalere sulla luce dei lampioni e, se lo percepisce anche uno smartphone, vuol dire proprio che ce l’ha messa tutta. Mite però, entrando, anche nella piccola camera di un dispositivo, in punta di piedi. Come fa sempre da milioni di anni.

Come dirlo meglio di Schelling?

Forse per molti fruitori, lettori, conoscitori interessati questa frase potrà sembrare portare con sé la magniloquenza dell’Ottocento, il secolo romantico – e romantico soprattutto nella prima metà – per cui per ogni aspetto o tema della cultura e della vita ci si librava fino alla definizione più aerea, emotivamente appagante, e giustificabile da una logica razionale sì ma che era anche logica della passione; e però non riesco a trovare a tutt’oggi e a valle di molte, forse troppe letture, una definizione del lavoro di qualsiasi artista migliore e più reale di questa del grande filosofo tedesco Friedrich Schelling

Se ogni prodotto della natura «possiede per un solo istante la vera bellezza perfetta, possiamo allora dire anche che possiede per un solo istante la pienezza dell’esistenza. Esso è in questo istante ciò che è in tutta l’eternità: al di fuori di quell’istante lo attende solo il divenire ed il perire. L’arte, rappresentando l’essenza in quell’istante, la sottrae al tempo; la fa apparire nel suo puro essere, nell’eternità della sua vita

E lo ripeto: come dirlo meglio?

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