vocisullaluna

se esiste il senso della realtà deve esistere il senso della possibilità

Lo sapevate? Il gatto con gli stivali deve tutto a Shrek

Lo recitava la videata di Sky che si apriva ieri sera durante la messa in onda dell’ottimo cartone del 2011 premendo il pulsante info: ecco a voi le fantasmagoriche avventure del personaggio reso famoso da Shrek. Letterale. Un dato che fa riflettere sul modo di trasmettere contenuti culturali nella civiltà dei media; per cui è più famoso, per un pubblico a digiuno di approfondimenti, un personaggio di certo simpatico, originale e piacevolissimo, ma epigonale e frutto di una creatività recente e che sfrutta intelligentemente quanto l’ha preceduta. E lo fa così bene da renderne inutile non solo la citazione ma addirittura l’esistenza storica.

Attenzione non stiamo parlando di Heidegger, ma di una fiaba che almeno fino a qualche anno fa qualsiasi bambino si sentiva raccontare oppure trovava in qualche libro illustrato. Per tacere delle storiche incisioni da 33 giri, ma quella mi sa tanto essere ormai archeologia nostalgica

E invece no: per catturare un pubblico che si presume – e purtroppo a ragione – capace di orientarsi solo tra riferimenti televisivi e cinematografici, ma comunque relativi alla pura attualità, si fa piazza pulita dello spessore culturale e della storia di un personaggio, della validità in sé di una fiaba che è probabilmente tra le cinque più note e più ritrascritte della storia della civiltà.

Senza fare i folkloristi da strapazzo ed entrare troppo nel dettaglio ecco solo alcuni nomi di favolisti che l’hanno affrontata. Straparola e Basile (i primi narratori di fiabe europei, vissuti nel Seicento, uno lombardo, l’altro napoletano); Charles Perrault (francese, settecentesco e nome notissimo, pensiamo a Cappuccetto Rosso e Barbablu), Ludwig Tieck, poeta e intellettuale romantico tedesco meno noto ma di grande capacità evocativa; e ovviamente i fratelli Grimm che però la espunsero dalla redazione definitiva delle loro Fiabe. Secondo loro era poco tedesca ma questa è un’altra storia…

Tutto questo senza nulla togliere al fantastico Shrek, creatura meravigliosa ma figlia di una civiltà che per parlare del meraviglioso deve rimanere sempre dentro le sue quattro mura senza sporgersi mai indietro dove invece c’è tanto da scoprire e magari da riattualizzare senza far finta di nulla.

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Un pensiero su “Lo sapevate? Il gatto con gli stivali deve tutto a Shrek

  1. “Il gatto con gli stivali” secondo Straparola, Basile, Charles Perrault, Ludwig Tieck e i fratelli Grimm? Grazie mille per la “lezione”!

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