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Archivio per il giorno “settembre 17, 2012”

Sulla strada dei Grimm: le case a graticcio di Alsfeld

Entrando ad Alsfeld, un’ora e mezza dopo, penso a quanti falegnami, carpentieri, geometri avranno contribuito a creare abitazioni uniche, inattuali e fiabescamente assurde come una casa a graticcio: uno dei simboli della Germania, la testimonianza di come il guizzo della creatività gratuita possa soccorrere un bisogno materialissimo e mettere d’accordo la necessità di un tetto sulla testa con la virtù da esteti del mosaico, perché non si può dire altro di chi abbia iniziato un migliaio di anni fa a costruire facciate fitte di rombi e losanghe di legno,  e sopra cornici e cornicioni colorati, bovindi e torrette a punta, ma anche, volendo, piani sporgenti, intrecci imprevedibili di assi che fanno delle facciate di queste case un reticolato irragionevole che somiglia molto a un quadro di Mondrian oppure a quei disegni tracciati casualmente ma inseguendo una propria immaginaria regolarità da qualsiasi studente durante un’ora di buco.

E hanno come detto la stessa età degli artigiani tirocinanti visto che le prime costruzioni risalgono al 1200, anche se il periodo di massimo splendore corrisponde al nostro Rinascimento con la borghesia rampante e sempre più sensibile al verde dell’erba del vicino che gareggiava nell’evocare nel proprio circondario questi reperti di gusto medievale. Chi abbia viaggiato anche una sola volta in Germania le avrà fotografate, archiviate, postate sui social network, sistemate nel proprio magazzino della memoria, perché è impossibile non rimanere stregati dall’assoluta improponibilità di una casa a graticcio. Per questo dal 1990 c’è anche un itinerario turistico che collega tutte le città tedesche che possono vantarne una copiosa rappresentanza – e sono quasi cento dal Nord al Sud del Paese – attraversando ben 6 Laender: Bassa Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia, Assia, Baden-Wurttemberg, Baviera.

Ma come veniva costruita una casa del genere? Anzitutto ci voleva una base in muratura con bassi e tozzi montanti verticali per reggere le travi orizzontali che formano il pavimento. Poi, sopra, dei tronchi lunghi da dieci fino a trenta metri ed una serie di travi orizzontali e oblique, per realizzare l’intelaiatura; ma era anche possibile che ogni piano avesse delle travi autonome per cui si veniva a creare  quella forma ancora più strana con sporgenze irregolari e aggettanti che contribuiscono al fascino sghembo e surreale della costruzione. Ma la vera particolarità si realizza nella facciata. Realizzata con la tecnica della calettatura, utilizzando fango ed erba lasciata a seccare e poi con la travatura esterna ecco le forme simil geometriche: quadrati, triangoli, poligoni, molto irregolari.

Tra il Quattro e il Cinquecento fu proprio la borghesia dell’Assia a promuovere le  architetture più originali. L’uso del legno si fece sempre più sofisticato e per ottenere certi effetti si utilizzarono addirittura dei rami storti. E c’è da pensare che i costruttori si sbizzarrirono anche troppo se nel 1568 il duca del Wurttemberg dovette emettere addirittura un editto per regolamentare certi eccessi di quello che veniva definito lo ‘stile alemanno’.

Entrando nel centro di Alsfeld venendo dalla Grunberger Strasse si ha l’impressione di camminare a ritroso nel tempo, perché le case a graticcio si fanno sempre più fitte fino ad arrivare nella piazza del Municipio dove spicca l’edificio del Rathaus con le due celebri torrette immortalate in tante fotografie. E’ mattina e nonostante la giornata festiva la piazza è occupata da grandi camion che stanno allestendo una piccola fiera., una donna con grembiule e coda di cavallo tiene una specie di vendita all’asta di piante e nell’aria si diffondono le note di una musica andina. Eppure l’effetto è di essere tornati al medioevo germanico, troppo forte l’impatto dell’architettura che cinge l’intrusione moderna in modo quasi sprezzante.

Dall’epicentro della piazza si irradia una serie di stradine che accrescono la magia. Risalendo a sinistra di un centinaio di metri si incontra la Sackgasse ‘vicolo del sacco’ o vicolo a cul de sac’ dove spicca la Casa delle Fiabe, la Maerchenhaus, perfettamente in equilibrio tra evocazione e kitsch. Ovviamente a graticcio, la Casa, seicentesca, ospita al secondo piano una raccolta ricchissima di bambole dell’Otto e Novecento, curatissime, vestite con i diversi costumi del Paese, mentre all’esterno la facciata mette in mostra i personaggi più amati delle fiabe sistemati ad hoc su piccoli davanzali. C’è Cappuccetto Rosso e il lupo, Biancaneve con i sette nani, i Musicanti di Brema e da una finestra penzola la treccia di Rapunzel.  Rientrando verso la piazza la Rittergasse assicura l’effetto più originale con le case che qui sembrano pendere verso il centro della carreggiata come una multipla torre di Pisa. Se ci si mette in piedi all’imbocco l’impressione è come  di mani che si protendono a raccogliere qualcosa.

A metà della strada spicca uno straordinario portale cinquecentesco: quattro scalini rossi e un portone a doppio battente e come stipiti due colonne doriche rosse con fregi e bassorilievi lignei di stucco dorato. Angioletti, putti e volti si alternano lungo il rinforzo verticale che divide i due battenti. Gli angeli si ripetono anche all’angolo dell’edificio bianco ghiaccio con le travature verdi

Ma questo è solo un esempio di rosoni e fregi che sbucano un po’ a ogni angolo: omoni baffuti, stemmi, scudi, leoni rampanti e colorati. In sostanza non c’è una casa uguale a un’altra ed ogni angolo prova a sorprendere il passante. Un insieme di edifici che sembra cresciuto come una foresta. Irregolare, capriccioso ma naturale nel suo accumularsi casuale e libero. Sarà il materiale ligneo sarà stata la volontà di originalità dei costruttori, ma qui sembra davvero che le abitazioni siano un tutt’uno con la vita organica del borgo, siano davvero vive.

Sondaggio Branduardi: ecco le magnifiche 20

Ecco in ordine cronologico dei sondaggi le venti canzoni finaliste del nostro gioco.

Confessioni di un malandrino/La luna/Il dono del cervo/Il poeta di corte/Se tu sei cielo/La raccolta/La giostra/Vanità di vanità/Profumo d’arancio/Nel giardino dei salici/Tango/Uomini di passaggio/Noi come fiumi/Si può fare/Il dito e la luna/l’apprendista stregone/Il sultano di Babilonia/Laila Laila/La tempesta/La ballata del tempo e dello spazio

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