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Brema: musicanti di ieri e di oggi

Che poi, forse non ce lo ricordavamo, ma a Brema i musicanti non ci sono mai arrivati, anche se la loro storia è perfetta, equilibrata, allusiva, ma scorrevolissima come la strada che a Brema ci porta davvero.

Una storia che racconta di quattro animali: l’asino, il cane, il gatto e il gallo divenuti oramai  da vecchi un ingombro per i rispettivi padroni che studiano così, più o meno crudelmente,  la maniera migliore di eliminarli. Il primo a fiutare la mal parata è l’asino che, in fuga dalla sua stalla incontra casualmente e uno per volta gli altri tre reietti. Lui, del resto è già partito con una bella idea: andare a Brema per aggregarsi alla banda municipale. La strada da fare, a quanto sembra, non è così lunga e l’entusiasmo della conquistata libertà gli raddoppia le forze.
Ma, dicevamo, i quattro a Brema non ci arrivano perché sul far della sera, girovagando nei boschi giungono davanti a una casa dove dei briganti stanno allegramente banchettando.  I quattro amici, affamati, si piazzano davanti a una finestra e organizzano un bel contrappunto di urla e schiamazzi, così atroce e lugubre da far fuggire gli inquilini. Entrati, spazzolano via ogni bendidio e rintuzzano pure un tentativo notturno di riconquista dei briganti sfruttando il fatto che al buio morsi, artigli e zampate li fanno sembrare un’orda di indemoniati.

Di elementi notevoli la fiaba abbonda: c’è il tema dell’abbandono, del rifiuto di chi invecchia, c’è l’idea di cercare una ragione di vita attraverso la musica, anche se non si è naturalmente dotati, c’è poi il senso della compagnia, del gruppo che supera l’avversità, il paradosso del piccolo che vince, delle identità celate nel buio, e c’è sovranamente silenzioso il bosco dove come al solito si può avere paura ma in mezzo al quale c’è sempre una luce che  dice casa.

Tra l’altro ci risulta che da quella casa i musicanti non se ne siano mai andati, rinunciando almeno nel tempo della fiaba  a qualsiasi velleità musicale e… alle attrattive della città, anche se oggi a Brema proprio a destra del Duomo e di fronte allo splendido municipio sono immobilizzati definitivamente nel bronzo, nella stessa posa assunta di fronte alla casa quella sera persa lontano lontano nel c’era una volta. L’asino ritto sulle quattro zampe, e in groppa il cane che sostiene il gatto che a sua volta ospita le zampe del gallo pronto all’occorrenza a svolazzare via.

Il povero asino tra l’altro è quello che maggiormente ha sofferto l’ingiuria del tempo e delle mani dei turisti che ne strofinano la punta del nasone in cerca di fortuna. Un po’ come si fa con l’alluce di San Pietro in Vaticano…

Anzitutto però sarebbe da appurare una cosa: come mai all’Asino venne proprio il desiderio di unirsi a una banda municipale e per giunta di Brema? Cosa aveva di attraente musicalmente la gloriosa città anseatica, più nota per i traffici mercantili che per il bel canto?  Che la musica trovi casa a Brema lo dimostra anche un fatto recente. Nei vecchi uffici della dogana, appena fuori dal centro storico da qualche anno si è installata una comunità di ragazzi che di quei locali ne fatto delle  sale prove con tutto l’occorrente per chi voglia far musica – c’anche un distributore automatico di corde di ricambio, jack, spinotti e altri attrezzi che pare quello della pausa caffè – e a prezzi assai modici. Si suona di tutto, raccontano, pop, jazz folk, metal perché l’ambizione è di far crescere musicalmente e a tutto tondo  ragazzi che difficilmente avrebbero possibilità di misurarsi ed esibirsi altrove. Pensate attualmente girano attorno all’iniziativa un’ottantina di nuove band…ma questa è una storia da approfondire e di cui si parlerà molto a breve

 

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Un pensiero su “Brema: musicanti di ieri e di oggi

  1. Non conoscevo questa fiaba. E…. solo i tedeschi potevano pensare una statua del genere!

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