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se esiste il senso della realtà deve esistere il senso della possibilità

Vienna/3: dal Belvedere agli arcobaleni di Hundertwasser

“L’orizzontale si addice alla natura. All’uomo il verticale”. Lo diceva Friedrich Hundertwasser, pittore, architetto, pensatore austriaco; uno la cui voce è perfetta per la luna. Vissuto nella seconda metà del Novecento Hundertwasser è noto per le sue case strampalate e fiabesche, ma pensate a misura d’uomo, per la riscoperta di un dimensione interiore del vivere, contro ogni logica di riduzionismo dello slancio vitale della creatura. A Vienna la casa da lui ideata è un luogo di culto: variopinta, svettante verso l’alto – verso il ‘verticale, appunto – quasi sfrontata nel proporsi in mezzo a edifici squadrati, logici e razionali.

L’idea gli venne alla fine degli anni ’70: dotare un quartiere popolare di un edificio in cui l’inventiva trionfasse sull’anonimato, sul grigiore, sul razionalismo mortifero. Pensate, Hundertwasser ha anche teorizzato il ‘diritto alla finestra’: ciascun inquilino della casa avrebbe potuto sbizzarrirsi con i colori sulla superificie dell’edificio a ‘portata’ del proprio braccio. Anche se nessuno a Vienna ancora se l’è sentita di provarci.

Oggi pomeriggio, una domenica di inzio estate , l’area si è popolata poco a poco. Americani, slavi, italiani (ovviamente), giapponesi; dei giovani studenti austriaci ti chiedono garbatamente se hai dieci minuti per discorrere con loro e confrontarti sull’idea di architettura. Vorrei dirgli che per me è un altro modo di fare musica, di conquistare lo spazio a forza di idee, trovate, equilibri.  Vorrei ma c’è poco tempo… mi aspetta il Prater e un altro giro sul Ring.

Stamani il Belvedere, la mostra permanente dal Settecento all’Espressionismo: Klimt, Kokoschka, il mio Friedrich, e poi una scoperta: Maximilian Oppenheimer che con la bomba e l’acquaa pesante non c’entra nulla, ma c’entra e tantissimo con la musica: suo il quadro “die Philarmoniker”, un vortice, una tempesta che avviluppa l’orchestra e la scaglia sulla tela a cercare un centro impossibile da raggiungere. Colori taglienti come lame per un’inquetudine che è moto perpetuo. Da vedere e rivedere. Infine, l’Unteres Belvedere con l’abitazione che fu degli ultimi anni del grande Anton Bruckner, il titanico compositore dell’Austria profonda dalle sinfonie interminabili e lanciate verso l’Infinito. Ma di lui parleremo più dettagliatamente in una prossima occasione

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Un pensiero su “Vienna/3: dal Belvedere agli arcobaleni di Hundertwasser

  1. Belle foto sulla casa di Friedrich Hundertwasser a Vienna!

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