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se esiste il senso della realtà deve esistere il senso della possibilità

La Musikverein di Vienna: al cuore della musica

Il Concerto di Capodanno dalla Musikverein di Vienna è qualcosa come Babbo Natale, la Befana, la Messa di Mezzanotte, la Tombola: è talmente incastonato nelle abitudini natalizie dei più da farci perdere qualsiasi nozione della sua storicità, delle sue radici, del contesto del luogo –unico la mondo – in cui si svolge.

Vienna, di fronte alla KarlsPlatz a fianco della Boesendorfer Strasse; sì, proprio il nome del meraviglioso e scintillante pianoforte: qui c’è questo scrigno elegante e geometrico, questo parallelepipedo musicale ineguagliabile. Pensato dal suo architetto – il danese Theophil Hansen, che la ricostruì nel 1870 – come un tempio greco, preenta tutti i tratti di uno spaio ‘classico’: la pianta longitudinale, le colonne e le Cariatidi dorate, in equilibrio delicatissimo tra la bellezza e il kitsch. Al centro, la sala grande, la sala d’oro: il luogo del Concerto di capodanno e di ogni concerto di tutto l’anno, ma soprattutto il cuore pulsante dove si può fare musica in modo perfetto.

La casa dei Wiener Philarmoniker è poi soprattutto un gioiello di acustica per più di una ragione. Anzitutto è il trionfo del legno: lignee le sedie, forse un po’ scomode. – munirsi di cuscino se avete la fortuna di entarci – Di legno, sottile anche i pannelli dei parapetti delle balconate, di legno anche il pavimento. Ma c’è di più: ad assicurare un ambiente sonoro perfetto ci ha pensato anche l’attitudine tutta viennese per il ballo. Siccome nei decenni scorsi la sala veniva spesso usata per ospitare grandiosi appuntamenti danzanti si pensò di costruire sotto il pavimento un’intercapedine vuota, alta 2 metri, dove sistemare le sedie che avrebbero altrimenti ingombrato la pista. Questo vuoto sottostante il pavimento crea così da sempre una sorta di magnifica e quasi involontaria cassa di risonanza.

Ma nel ‘tempio’ c’è spazio anche per il futuro. E’ stata da poco realizzata una nuova sala-prove annessa a quelle tradizionali: una meraviglia architettonica con tanto di materiali avveniristici, vetro e oro che dominano per riprodurre l’effetto cromatico della sala grande, ma anche pannelli inclinabili fino a 45° per migliorare anche qui la resa sonora. Più che un tempio la nuova sala sembra una navicella spaziale, e a giudicare dalle foto che lì dentro i giapponesi scattano entusiasti si può dire sia già in tono con tutti i nostri domani…

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