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Branduardi il progressivo?

Il primo album di Branduardi, che mostra  in copertina il suo nome assieme ad un volto emaciato, bambinesco, di una timidezza consapevole però di poter dire qualcosa di importante, questo album dicevo, che tra l’altro presenta pezzi notevolissimi come Lentamente, Per creare i suoi occhi e Il tempo che verrà, viene catalogato su alcuni siti come ‘rock progressivo’.

Definizione in parte azzardata, ma visto che si tratta di un concept album secondo la voga del tempo e che nel lato B offre lunghe improvvisazioni strumentali, non del tutto arbitraria. Siamo nella prima metà degli anni ’70, la scena internazionale è dominata da gruppi come Genesis, Yes, King Crimson, Emerson lake and Palmer che osano coniugare la pulsazione del rock con strutture ampie, sinfoniche, cura strumentale, armonizzazioni impervie e sorprendenti; insomma fanno di quella che veniva considerata una musica di protesta, radicata nelle dodici battute del blues, un prodotto d’arte, studiato, molto occidentale e non troppo black. Pensate, proprio gli ELP con Tarkus, disco assolutamente sperimentale e atratti di grande complessità arrivarono in cima alle classifiche di vendita e si permisero il lusso di musicare pezzi di autori americani coltissimi come il Copland della Fanfare for the common man.

Branduardi dal canto suo apprezza molto questa musica e lo dice in diverse interviste, recentemente rispondendo a  una mia domanda ricordava alla perfezione il nome del bassista degli Yes, il grandissimo Chris Squire, ma citava anche il grande Robert Fripp, leader dei King Crimson. Ma soprattutto Angelo  ha suonato con musicisti come i fratelli Nocenzi, colonne del Banco del mutuo Soccorso, sia in studio che live. Steve Hackett poi, chitarrista dei Genesis, è a lui molto affine in certe atnmosfere, che Branduardi ha dimostrato di apprezzare con una citazione particolarissima.

Insomma anche se il concetto, soprattutto ideologicamente, non gli si attaglia alla perfezione, possiamo dire che c’è del progressive nella sua musica, come confermato ad esempio dall’atmosfera onirica e liquida della celebre intriduzione live all’Uomo e la Nuvola nel disco Concerto.

Saverio Simonelli

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2 pensieri su “Branduardi il progressivo?

  1. Branduardi non ce l’ho vedo proprio come una copia dei vecchi gruppi di rock progressivo, lui ha creato musica semplice con il suo caro violino che ha fatto innamorare gli italiani, non lo accosterei per niente a ELP, King Crimson Ecc.

  2. dado in ha detto:

    per sua stessa ammissione, branduardi è stato progressive. forse, tra tutti i cantautori il più prog! saluti.

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